Privacy Policy

#ioeisocialmedia Intervista a me stessa

alt= #ioeisocialmedia

Ho aspettato e meditato a lungo prima di scrivere il mio articolo per #ioeisocialmedia, progetto promosso da Salomè Christiani, fondatrice del blog Puramente Sally.

Ancor prima che per i contenuti, il suo blog ha avuto un impatto positivo e rilassante su di me per i toni del tema e per le bellissime foto che vi invito a andare a vedere.

Tornando all’argomento di questo blogpost, ho accettato di partecipare ad un’intervista sincera sul mio rapporto col mondo di internet, in particolare con i social network.

Iniziamo con #ioeisocialmedia!

Quante volte al giorno sei sui social media? Sono troppe per te? vorresti che fossero meno? perché?

Farei prima a dire quante volte al giorno non sono sui social media. Per rispondere ho bisogno di tempo, perché in realtà stacco dal mondo virtuale soltanto quando dormo (capita anche a me) e quando decido di uscire per immergermi nel mondo dimenticandomi delle pagine da gestire e dei profili da curare quotidianamente. Per chi sui social media ci lavora è difficile staccare.

Passo molte ore davanti al pc, poche davanti al mio smartphone e comunico poco attraverso Whatsapp. Quando si tratta di rapporti umani, preferisco incontrare di persona i miei amici o se non è possibile fare una telefonata. Chi mi conosce lo sa e fortunatamente nessuno si offende se rispondo ai messaggi dopo ore, perché quando c’è bisogno del mio aiuto ci sono sempre lontano da questi schermi.

A volte vorrei che le ore sui social fossero di meno per trascorrerle lontano dalla rete, ma lavorando da remoto ho quasi sempre una finestra aperta su Facebook e la tentazione di controllare le notifiche è alta. Nel complesso, penso ancora di potermi salvare da una totale dipendenza da social, almeno per quanto riguarda la mia vita privata.

Quali sono le cose che ti motivano dei social media e quali invece ti bloccano?

Per me i social media, se utilizzati bene, sono uno stimolo continuo e una fonte di conoscenza che prima non immaginavo esistesse. Navigo su internet da molti anni e prima dell’avvento di Facebook le informazioni erano scarne e poco aggiornate, invece oggi siamo bombardati di notizie. Ovviamente è necessario avere una preparazione tale alle spalle che non ci faccia cadere nel tranello delle tanto odiate fake news, ma credo che un minimo di capacità critica sia necessario in ogni ambito.

Dei social media mi bloccano i possibili commenti negativi che si ricevono dai cosiddetti leoni da tastiera. Sono in tanti e non fanno altro che riversare odio e critiche anche su sconosciuti e, quando ignorarli non basta, penso che sia opportuno difendersi anche legalmente perché le persone più sensibili o i giovani in piena formazione non hanno altro modo di difendersi da questi soggetti.

Cosa provi quando vedi delle fotografie “perfette” di altre blogger/influencer/amiche?

La mia prima reazione non è di invidia, piuttosto di ammirazione perché ci sono dei livelli di perfezione che apprezzo ma che riconosco estranei a me. Mi piacerebbe imparare a fare foto migliori e forse in futuro seguirò un corso di fotografia e comprerò una macchina fotografica degna di questo nome. Per il momento sono consapevole di esser una rappresentante del caos creativo, caos che finora ha sempre vissuto bene con l’altra me analitica e pragmatica. Tutto questo per dire che non avrò mai il letto da favola di una fashion blogger o la scrivania curata nei minimi dettagli di una designer.

Ti sei messa dei limiti per quanto riguarda il condividere la tua vita sui social media? se sì, quali e perché? se no, perché?

Il mio limite è imposto dal mio carattere riservato. Alcuni aspetti della mia vita, relazioni e famiglia, sono degli enigmi anche per i miei amici. Mi farebbe bene forse aprirmi, soprattutto quando vivo periodi problematici, e su questo aspetto del mio carattere ci sto lavorando, ma per il momento preferisco ridurre al minimo la condivisione di notizie riguardanti la mia vita privata.

Condividi solo i bei momenti della tua vita sui social o anche quelli meno belli? perché?

Non condivido sui social quando sono molto felice o molto triste, questo perché le forti emozioni devono essere prima assimiliate e archiviate dentro di me. Solo dopo passo a una riflessione su quello che provo e magari condivido i miei pensieri sui social media. Non rientro nella categoria dei piagnoni e nemmeno in quella dei positivi ad ogni costo.

La mia vita non segue un moto regolare e l’esperienza mi ha insegnato che si diventa ottimisti solo dopo aver conosciuto e affrontato momenti negativi e deprimenti. Condividere solo bei momenti vuol dire ignorare la sofferenza, che per me è parte fondamentale della vita.

Cosa cambieresti del tuo approccio a Facebook, Instagram, Twitter,…?

Ho trovato il mio approccio ideale per Twitter, professionale e ironico, e su Instagram, in cui pubblico soprattutto foto di paesaggi e di viaggi, ma su Facebook non riesco a “controllarmi”. Mi sono iscritta nel 2009 e continuo a divertirmi nel pubblicare anche post che non siano attinenti ai miei studi o a quello che faccio adesso, perché ogni tanto esser leggeri fa bene e poi perché non sopporto chi ostenta il proprio impegno quotidiano. A 26 anni ho imparato che non sono il mestiere che faccio, ma solo quello che sono.

Hai dei consigli che vorresti dare alle tue lettrici?

Ognuno ha i suoi tempi e i suoi obiettivi. Stare sui social ci porta inevitabilmente a soffrire di invidia sociale e a fare confronti con i nostri competitor che magari sono riusciti in qualcosa che abbiamo desiderato anche noi. Vedere le foto degli altri ci fa sentire inferiori, non realizzati, anche un po’ sfigati, ma in realtà il tempo passato a pensare alle proprie possibilità e a fare paragoni con quelle degli altri è tempo perso.

Il mio consiglio è di non lasciarsi travolgere completamente dai social e non diventarne psicologicamente dipendenti. I modelli di stile di vita, di abbigliamento e di pensiero proposti non sono obbligatori, siamo noi il guru di noi stessi.

Un altro consiglio è quello di provare a vivere i momenti di felicità lontano dall’obiettivo di una fotocamera. Non è necessario testimoniare ogni singolo bacio con una foto, gli altri utenti vivono bene lo stesso 🙂

Fields marked with an * are required

 

Fields marked with an * are required

2 commenti su “#ioeisocialmedia Intervista a me stessa”

Dimmi cosa ne pensi!

Traduttori Certificati
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: