vita scozzese

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Guida alternativa alla scoperta di Edimburgo

Il mio amore per Edimburgo è iniziato quando andava di moda tra le adolescenti vestirsi di nero, con le cinture borchiate e la matita sbavata. Io ero una di quelle, che passava gran parte del tempo immersa nelle dense note del grunge fino a quelle degli Opeth e dei Cruachan. Ero al secondo anno di liceo e sognavo il nord Europa, ricordando vagamente un’estate passata in Svezia, tra un frullato di ribes e un bagno nel lago.

Avevo una missione da portare a termine, finire gli anni del biennio col massimo dei voti per vincere la borsa di studio di merito che avrebbe in parte finanziato un mese di vita scozzese. I miei conoscevano i miei progetti e mio padre, un giorno, mi rivelò che lì, tra le verdi colline di Arthur’s Seat e Calton Hill, avrei potuto conoscere una delle tante cugine (la mia famiglia iraniana è dislocata nel mondo) che avevo visto solo una volta in vita mia.

Cercai subito i suoi contatti e iniziai a chattare con lei, sull’ormai defunto MSN, per chiederle informazioni su Edimburgo e per conoscerla meglio. Non parlavo ancora molto bene l’inglese e non capivo il farsi, ma la situazione sembrava migliorare al punto che un giorno mi propose di andare a stare da lei nel mese di luglio, così avrei avuto la possibilità di vederla e di esaudire il mio sogno.

Con una valigia piena di felpe, sacco a pelo, nemmeno un costume e nella tasca il fortino della borsa di studio conquistata, ho preso per la prima volta l’aereo da sola e mi sono trovata davanti a un paesaggio di cui mi sono innamorata subito. Ma senza stare qui ad annoiarvi con le mie riflessioni su come sia stato ritrovarsi per la prima volta in una casa di studenti in condivisione, dell’impossibilità di trovare la temperatura dell’acqua ideale per farsi la doccia oppure del mio smarrimento nei vari Tesco dai quali me ne uscivo con barattoli di ogni cosa, vi lascio una mia personale to do list, che magari potrete provare anche voi.

Perdersi per i viottoli di Edimburgo

 

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@ Ralph Rozema
CC BY-SA 2.0

Prima di arrivare a Edinburgh vi diranno che gli scozzesi sono incomprensibili e scontrosi, ma perdendomi tra schiere di case con tetti a punta, porte colorate e finestre semi-esagonali ho conosciuto persino delle arzille vecchiette che lasciavano raffreddare i loro dolci sulla finestra di casa. Una di queste per pietà o per pura curiosità mi accolse nella sua casa per condividere un tè. Confesso di aver fatto fatica a capire tutto ma ricordo ancora il profumo di quella cucina, della torta con la marmellata di lamponi dell’Essex, gli shortbread, la pioggia di un temporale passeggero che scendeva sui vetri e il profumo di lavanda, che con il suo viola domina il paesaggio scozzese insieme all’emblema nazionale, The Thistle, il cardo.

Sfogliare libri di seconda mano in vecchio Bookshop

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CC BY-SA 0.0
© Ian Woodhead

Edimburgo è una delle capitali europee della cultura più affascinanti. Si respira storia e letteratura in ogni suo angolo, dai musei gratuiti, ai castelli, alle manifestazioni culturali che la animano soprattutto in estate durante il Festival Internazionale di Edimburgo. Il miglior posto per gli amanti dei viaggi culturali sono, però, le piccole e a dir poco asfissianti librerie del centro storico. Basta fare una passeggiata su Victoria Street, dopo aver ammirato dalla terrazza che dà sulla strada il capolavoro dell’architettura scozzese e le luci delle botteghe che continuano poi per tutta Grassmarket, per trovare dei tesori nascosti. Appena entrerete in una di queste librerie, potrete avvertire subito un avvolgente sentore di polvere (luogo non consigliato per gli allergici) e osservare il tipo libraio anziano e intento a leggere il suo libro indisturbato, poi pile di libri di seconda mano a prezzo stracciato che stanno aspettando solo voi per esser letti e salvati dall’umidità. Non è raro trovare rare perle, come un’edizione di Shakespeare dell’800 al prezzo di una birra, un’edizione Oxford dei classici al prezzo di un panino, e soprattutto ritrovarsi circondati da altri bibliofili come noi. Amore puro.

Passeggiare per i cimiteri

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Capisco che possa sembrare un’idea alquanto macabra, ma quando andrete a cercare di immortalare un tramonto strappa like su Calton Hill potreste imbattervi in un cimitero storico, a pochi passi dalla tomba del filosofo scozzese David Hume. Alcune di queste tombe sono delle vere e proprie opere d’arte, e scoprirle tra i verdi e silenziosi sentieri in pendenza vi farà immergere in un’atmosfera surreale e d’altri tempi. Ancor più emozionante è imbattersi nel cimitero monumentale della Parish Church of St. Cuthbert, un rifugio per anime malinconiche nel cuore della città e raggiungibile da Lothian Road. Basta fare pochi gradini per inoltrarsi in un mondo parallelo fatto di croci celtiche, guglie e affreschi da ammirare. Dopo pochi minuti non vi sembrerà di esser in centro ma in una campagna abbandonata dove presente e passato si incontrano e convivono in armonia tra di loro. Se siete alla ricerca di un cimitero ancora più antico, nella Old Town troverete il Greyfriars Kirkyard. Alcune delle tombe, tra le più belle, risalgono al XVI secolo e vi assicuro che scoprirle nei tanti piccoli sentieri sarà molto emozionante.

Edimburgo sotterranea

Se siete sopravvissuti a interi pomeriggi passati per tenebrosi e spettrali cimiteri, non potete davvero rinunciare a visitare i sotterranei della città. Dopo aver visitato Royal Mile in superficie, chiedete del Mary King’s Close, il lato oscuro della Old Town, raggiungibile proprio dal miglio reale ma situato a circa 25 metri più in basso. Un “close” è un cunicolo, una piccola strada che prende spesso il nome del suo abitante più prominente e, in questo caso, di una donna, Mary King. Poco dopo la sua morte, nel 1644, a Edimburgo scoppiò una spaventosa epidemia di peste, che non risparmiò nemmeno gli abitanti del  Mary King’s Close, fino ad uccidere un terzo della popolazione della città. Dal 1750 in poi il sito versava in uno stato di rovina, motivo per cui si decise di costruirvi sopra The Royal Exchange, l’attuale City Chambers. È solo da questo momento che si può parlare di una Edimburgo segreta, riaperta al pubblico da poco. Molti dei visitatori raccontano di aver visto fantasmi e fenomeni paranormali, probabilmente suggestionati dalla macabra storia del luogo. The Real Mary King’s Close offre ai turisti un tour della durata di un’ora circa, durante il quale saranno accompagnati da una guida che ritrae uno degli abitanti dei sotterranei. Durante la visita, quindi, sarà possibile conoscere la storia di questi abitanti quando Mary King’s Close non era ancora coperto da altri edifici.

 

The Real Mary King’s Close from Continuum Attractions on Vimeo.

Fare le ore piccole al Cabaret Voltaire

Robert Ferguson chiamava Edimburgo Auld Reekie, la vecchietta puzzolente. Certamente l’odore che potrete percepire per strada non è dei migliori, ma se siete ad Edimburgo vale la pena viverla anche di notte. Potreste iniziare la vostra serata con una cena all’Elelphant House, il locale dove la Rowling trascorreva ore a scrivere il primo libro di Harry Potter, poi magari scegliere di assistere ad un concerto di musica dal vivo al Jazz Bar a Chamber’s Street, uno dei migliori per gli amanti del genere che io abbia mai frequentato. Se non avete ancora sonno, esistono locali per tutti i gusti, in genere aperti fino alle 3-4 del mattino e con clientela eterogenea e proveniente da diverse parti del mondo. Non consiglierei di passare la serata al Finnegan’s Wake, un pub irlandese che offre musica dal vivo ma che ho quasi sempre trovato molto chiassoso e poco accogliente.Se cercate un posto in cui bere in compagnia, è preferibile spostarsi a Cowgate, al Three Sisters.

Se cercate locali in cui scatenarvi con della buona musica, non potete non passare dall’Opium Pub, in cui è possibile ascoltare anche musica metal e poi fare un salto nel vicino Sneaky Pete’s, in cui è anche molto facile conoscere persone nuove. Le ultime tappe di una serata ideale ad Edinbra sono certamente l’affollato Espionage, un locale a 5 piani in cui succede un po’ di tutto e in cui la musica passa in secondo piano rispetto allo spettacolo umano offerto 😉 Un’ultima tappa, solo per i più tenaci, è il Cabaret Voltaire, in cui troverete anche una sala dedicata alla musica elettronica live che per gli amanti del genere non può che esser apprezzata. Per accedere a questi locali, bisogna mostrare il documento d’identità. Se sei italiano, sarà un po’ difficile convincere tutti che il nostro documento di carta abbia una validità legale, ma dopo un po’ di insistenza dovrebbe esser possibile accedere in ognuno di essi.

Avrei voluto parlare anche del resto della Scozia, ma visto che ne verrebbe fuori un articolo lunghissimo, né scriverò un altro sulle Lowlands e Highlands!